venerdì 17 luglio 2015

venerdì 10 luglio 2015

Tutto il Niente- fine (?)

Ho preso una decisione ponderata, chiuderò questo blog. Ovvero, no che non lo chiudo, lo iberno, lascio che si mummifichi. Non lo rinnego, ma appartiene a un capitolo, seppure in ovvia continuità con quanto segue, chiuso. Intendo dire che il mondo che ha alimentato questo blog riguarda quel mio periodo interiore che ho qui in parte rigettato, e che ora è un poco variato: chiaramente, i pilastri restano i pilastri, anche quando vengono circondati da un sacco di altra "cianfrusaglia culturale", perciò chi ancora malauguratamente stesse seguendo ciò che qui viene ciarlato potrà con una buonissima probabilità continuare a seguirmi in un tentativo di qualche cosa di più.. ordinato, diciamo, devo fare un po' d'ordine tra i miei interessi (il caos rimane la mia più grande passione, ma sapete, l'anticlericale è bene vada a messa- questa me la sono appena inventata), e questo luogo rimane così intimo, pur esposto al mondo, che desidero lasciarlo agli intimissimi (al grande starnutatore) e ai passanti soltanto (forse è l'ibernazione di tuttoilniente, a tutti e a nessuno per darsi alle basse associazioni eheheh).
Allego di seguito anche un'altra delle bozze che avevo qui dentro, un momentino di riflessione su questo bel mondo che mi salvava dalle noie della realtà, un elogio al sogno. Ora forse la penso un pochino diversamente, dopotutto i colori artificiali da cui ero affascinata erano creati da altre persone vere, sono rare ma esistono.. e trovarle era magari più gustoso quando ero immersa in mondi terribili, ma anche oggi è ogni piccola persona-pazzesca uno stupore.

Una delle cose peggiori, credo, sia la delusione. O meglio, l'aspettativa soddisfatta. Scoprire in un momento ciò che tanto si era sognato, scoprire che è così palese, così ovvio, così poco magico, così sognato ed elaborato da essere, in realtà, fisicamente deludente, rispetto all'elaborato sentimento sferzante del desiderio, del pensiero. Arrivare a far parte di un mondo di cui si era in realtà parte consistente, quando si era nella condizione di sognarlo, lontano, irraggiungibile, bellissimo. Crescere è una delusione, lo è ogni giorno di più, soddisfare elaborati sogni non è mai piacevole quanto l'elaboratissimo e semplice atto del sognarli, senza bisogno di individui che fanno parte dal mondo, senza bisogno di luoghi del mondo, tutto sospeso su magiche nuvolette in cui è così piacevole, trovarsi a proprio agio. E' per questo, che è così bella questa rete, queste pagine i cui orizzonti sono tinti di un blu, un bianco, un grigio omogeneo ed infinito, come quando si sogna, le pareti non esistono, e al dilà degli individui tutto è sfocato. E gli individui, qui, sono denudati di corpi, conformismi, situazioni, bensì ne rimane solamente il pensiero ed il sentimento, solamente l'essenziale, solamente ciò che serve, e che, raramente negli altri mondi si riesce a trovare, scavando nei mondi in cui si giunge, anche in essi scavando. Non so cosa ho scritto, se non avete capito nulla non ha importanza      (gennaio 2010)

lunedì 22 giugno 2015

"Quanto è bello lo stallone della Pampa! Le sue labbra non
sentirono giammai il freddo ribrezzo del freno e la lucidissima schiena,
giammai calcata dal fetido sedere dell' uomo, brilla allo splendore del
sole quanto un diamante. La sua splendida ma non pettinata criniera
batte i fianchi, quando il superbo, raccogliendo le sparse giumente
e fuggendo la persecuzione dell'uomo, avanza la velocità del vento."
Giuseppe Garibaldi.


questo è il più recente.. aprile 2011. avevo visto in teatro uno spettacolo, un monologhista (d.riondino) leggeva e commentava con molto gusto alcuni scritti del garibaldi nelle americhe, che parla con entusiasmo delle potenti bestie esotiche: "Quanto è bello lo stallone della pampa!".. mi aveva divertito e lo avevo trascritto, senza però poi pubblicarlo
..ma a parte queste (vedi sotto) scioccanti scoperte, ho dato un'occhiatina ad alcune bozze che ho qui in cantiere, alcune da anni!
ultimamente mi capitano per le mani tanti libri, e li annuso con amore per poi però sbrigarmi a farne una scansione fredda e razionale per poterli assimilare nel modo più pratico e veloce possibile, capendo come funzionano, che qualità hanno in fatto di testo o immagini, se e come posso servirmene per studiare. i miei libri hanno ancora il privilegio di essere acquistati originali, detesto le fotocopie da università, e ancora hanno una storia e un'attenzione tutte personali: ho qui ora uno splendido testo in due volumi intitolato L'arte nel medioevo, edito dal touring club italiano nel '64, che ho acquistato per un nonnulla mentre seguivo quel corso di arte medievale di cui avevo parlato, e che sto studiando ora. la copertina dei due volumi è rigida, color panna, con le scritte marroni, sporca perchè sono usati, e sono due testi davvero belli nell'impostazione e ricchissimi di immagini a colori e non (le immagini in bianco e nero sono limitative, è vero, ma per anni si è sempre studiato solo con quelle sia scultura che architettura e bè, mi fanno impazzire). tutto questo per dire, che sì dedico ancora molta attenzione al tipo di carta che mi passa sotto le dita, ma qualche anno fa scoprivo più lentamente e gustando più a lungo classiconi e chicche che mi si presentavano davanti.
e di alcuni ho scritto in modo furtivo, rapido come un dripping di pollock, poi abbandonando in archivio le considerazioni a metà. e la cosa mi diverte molto.. quindi pubblico ora delle piccole selezioni ricommentate a posteriori
MARSIA HA I DENTI

venerdì 29 maggio 2015

ecco, dunque.. ho un po' voglia di scrivere, percui penso che riprenderò un pochino a frequentare questo buco. forse l'ho già detto, ma beh, quante cose che dico, no..?
questo posto è un po' come lo sgabuzzino delle scarpe, il bagno del quinto piano.. la mia università, sede distaccata "nuovissima" di una decina d'anni, è a differenza della centrale pulita e immacolata. e così sono i bagni, seriali, allo stesso punto su ogni piano, pensati per essere quello e nient'altro (la centrale, ca' granda, era l'ospedale maggiore del filarete, al centro c'era una chiesa un tempo.. insomma è stata pensata per altro che una facoltà, ma questa è un'altra storia)- e perciò questi bagni sono anche pulitissimi, immacolati, anche se "quelli del classico" non sono punto d'accordo, ma non ci sono pozze per terra, c'è carta igienica (so che in certi luoghi pubblici, per qualche motivo, spesso scompare massivamente) e a volte perfino il sapone. beh, alle volte in università mi viene tanto tanto sonno, e allorchè le aule sono relativamente piccine ma non esattamente accoglienti, un paio di volte mi è successo -no ridete, uno o due lettori che siete rimasti- di andarmi a cercare un appartato bagno al quinto piano, con finestra, e di sedermi sulla lussuosissima tavoletta richiudibile del water, vi assicuro non odoroso, e abbioccarmi per un paio di minuti, mettermi le cuffie. sìsì, suona imbarazzante pure a me, ma ugualmente mi diverte, è la mia tideland.
e questo è uno degli stupidi aneddoddoti che mi sono autocostruita in questo periodino, mi proverò, che ve ne importi o meno (beh, fingo ancora di parlare a qualcuno e pure plurimo) a scrivere anche qualcosina di serio, che so, tipo un articolo o simili, hm. ché sennò non mi ricordo quello che faccio, eh!, faccio un sacco di cose, già sì urcadeh!

e bom

sabato 7 marzo 2015

Polvere

..recentemente mi hanno "diagnosticato", esageriamo i termini, un'allergia agli acari della polvere. ..lasciamo perdere quanto ho aspettato e pagato per una visita del genere, il risultato è stato che sono allergica al mondo e ai suoi movimenti, e a quanto del mondo più amo- la polvere, il tempo, le storie: ciò che rende le cose e le persone interessanti e non già belle come sono da fresche, incellophanate, squadrate se parliamo di libri, morbide e borotalcose se parliamo di esseri umani. un vecchio è un mistero e un fascino, e un libro usato, rigato, con orecchie, annotazioni, ditate, macchie, altrettanto trasuda vita, è testimonianza di storia, di esistenza e questo dà un certo piacere, oltre che una certa sicurezza. Posso comprendere chi ama l'asettico, l'essenziale, il candido, il geometrico ma.. non ha quel fascino che ha un cartoncino spiegazzato e annerito, un cartone lucido e brillante, nah.
Ma veniamo al dunque, un'osservazione anche più vuota, diciamo così, di questa precedente.
Non molti giorni fa ho fatto una visita mattutina al cimitero monumentale di Mmmm quello famoso, bellissimo architettonicamente, splendido.. quello con Manzoni, e gli altri suoi amici, e tante bellissime opere che pare un cimitero di bronzo: Medardo Rosso, Pomodoro, Bistolfi.. di tutto, perfino un'ultima cena a base di Campari. Ma passando sotto i porticati, osservando con distrazione e con una certa luce le sculture marmoree che si affacciano sull'interno del complesso, noterete un chiaroscuro accentuatissimo, che pare un tratteggio di matita rapido: niente più, ad uno sguardo attento, che uno spesso strato di polvere grigia, terrosa, che sembra posata lì per non essere più violata, in questo caso la trascuratezza si muta in azione del tempo che va ad arricchire l'opera: avrà questa un'aria inizialmente sospetta, qualcosa che non va, un marmo -polveroso-, un incarnato eccessivamente scolpito, ma quei pantaloni, quelle vesti, quei pizzi appaiono così del velluto più soffice e naturale che si sia mai visto su di una statua, e così come non ameremmo vedere pesantemente colorate certe statue greche o romane di nero, verde, rosso, da lattiginose come le conosciamo oggi, così non è disprezzabile quell'imbarazzante stato di incuria che appare invece come un velo protettivo, soffice e materno di smog urbano, di quella città a due facce di cui parliamo.