Ho preso una decisione ponderata, chiuderò questo blog. Ovvero, no che non lo chiudo, lo iberno, lascio che si mummifichi. Non lo rinnego, ma appartiene a un capitolo, seppure in ovvia continuità con quanto segue, chiuso. Intendo dire che il mondo che ha alimentato questo blog riguarda quel mio periodo interiore che ho qui in parte rigettato, e che ora è un poco variato: chiaramente, i pilastri restano i pilastri, anche quando vengono circondati da un sacco di altra "cianfrusaglia culturale", perciò chi ancora malauguratamente stesse seguendo ciò che qui viene ciarlato potrà con una buonissima probabilità continuare a seguirmi in un tentativo di qualche cosa di più.. ordinato, diciamo, devo fare un po' d'ordine tra i miei interessi (il caos rimane la mia più grande passione, ma sapete, l'anticlericale è bene vada a messa- questa me la sono appena inventata), e questo luogo rimane così intimo, pur esposto al mondo, che desidero lasciarlo agli intimissimi (al grande starnutatore) e ai passanti soltanto (forse è l'ibernazione di tuttoilniente, a tutti e a nessuno per darsi alle basse associazioni eheheh).
Allego di seguito anche un'altra delle bozze che avevo qui dentro, un momentino di riflessione su questo bel mondo che mi salvava dalle noie della realtà, un elogio al sogno. Ora forse la penso un pochino diversamente, dopotutto i colori artificiali da cui ero affascinata erano creati da altre persone vere, sono rare ma esistono.. e trovarle era magari più gustoso quando ero immersa in mondi terribili, ma anche oggi è ogni piccola persona-pazzesca uno stupore.
Una delle cose peggiori, credo, sia la delusione. O meglio, l'aspettativa soddisfatta. Scoprire in un momento ciò che tanto si era sognato, scoprire che è così palese, così ovvio, così poco magico, così sognato ed elaborato da essere, in realtà, fisicamente deludente, rispetto all'elaborato sentimento sferzante del desiderio, del pensiero. Arrivare a far parte di un mondo di cui si era in realtà parte consistente, quando si era nella condizione di sognarlo, lontano, irraggiungibile, bellissimo. Crescere è una delusione, lo è ogni giorno di più, soddisfare elaborati sogni non è mai piacevole quanto l'elaboratissimo e semplice atto del sognarli, senza bisogno di individui che fanno parte dal mondo, senza bisogno di luoghi del mondo, tutto sospeso su magiche nuvolette in cui è così piacevole, trovarsi a proprio agio. E' per questo, che è così bella questa rete, queste pagine i cui orizzonti sono tinti di un blu, un bianco, un grigio omogeneo ed infinito, come quando si sogna, le pareti non esistono, e al dilà degli individui tutto è sfocato. E gli individui, qui, sono denudati di corpi, conformismi, situazioni, bensì ne rimane solamente il pensiero ed il sentimento, solamente l'essenziale, solamente ciò che serve, e che, raramente negli altri mondi si riesce a trovare, scavando nei mondi in cui si giunge, anche in essi scavando. Non so cosa ho scritto, se non avete capito nulla non ha importanza (gennaio 2010)
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