..recentemente mi hanno "diagnosticato", esageriamo i termini, un'allergia agli acari della polvere. ..lasciamo perdere quanto ho aspettato e pagato per una visita del genere, il risultato è stato che sono allergica al mondo e ai suoi movimenti, e a quanto del mondo più amo- la polvere, il tempo, le storie: ciò che rende le cose e le persone interessanti e non già belle come sono da fresche, incellophanate, squadrate se parliamo di libri, morbide e borotalcose se parliamo di esseri umani. un vecchio è un mistero e un fascino, e un libro usato, rigato, con orecchie, annotazioni, ditate, macchie, altrettanto trasuda vita, è testimonianza di storia, di esistenza e questo dà un certo piacere, oltre che una certa sicurezza. Posso comprendere chi ama l'asettico, l'essenziale, il candido, il geometrico ma.. non ha quel fascino che ha un cartoncino spiegazzato e annerito, un cartone lucido e brillante, nah.
Ma veniamo al dunque, un'osservazione anche più vuota, diciamo così, di questa precedente.
Non molti giorni fa ho fatto una visita mattutina al cimitero monumentale di Mmmm quello famoso, bellissimo architettonicamente, splendido.. quello con Manzoni, e gli altri suoi amici, e tante bellissime opere che pare un cimitero di bronzo: Medardo Rosso, Pomodoro, Bistolfi.. di tutto, perfino un'ultima cena a base di Campari. Ma passando sotto i porticati, osservando con distrazione e con una certa luce le sculture marmoree che si affacciano sull'interno del complesso, noterete un chiaroscuro accentuatissimo, che pare un tratteggio di matita rapido: niente più, ad uno sguardo attento, che uno spesso strato di polvere grigia, terrosa, che sembra posata lì per non essere più violata, in questo caso la trascuratezza si muta in azione del tempo che va ad arricchire l'opera: avrà questa un'aria inizialmente sospetta, qualcosa che non va, un marmo -polveroso-, un incarnato eccessivamente scolpito, ma quei pantaloni, quelle vesti, quei pizzi appaiono così del velluto più soffice e naturale che si sia mai visto su di una statua, e così come non ameremmo vedere pesantemente colorate certe statue greche o romane di nero, verde, rosso, da lattiginose come le conosciamo oggi, così non è disprezzabile quell'imbarazzante stato di incuria che appare invece come un velo protettivo, soffice e materno di smog urbano, di quella città a due facce di cui parliamo.
1 commento:
...splendidi occhi che sanno bucare ingordi di bellezze accavallate lente come bruma di seta d'inverno...occhi che sanno guardare la squallida meraviglia della polvere che come muschio dista secoli dalle infide macchine che non hanno profumo...
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